Matteo Salvini e Giorgia Meloni, pugno duro contro l’Europa: firmata la Carta dei Valori, è la fine per la “sinistra illiberale”?

I partiti di tre gruppi diversi hanno deciso di firmare insieme una Carta dei Valori che getta le basi per costruire il futuro dell’Europa.

È il primo passo concreto dopo il vertice tenuto a Budapest lo scorso aprile alla presenza di Matteo Salvini, Viktor Orbán e Mateusz Morawiecki: la notizia è che sia la Lega che Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni hanno sottoscritto tale documento, che si propone come “base per un lavoro culturale e politico comune, rispettando il ruolo degli attuali gruppi”. 

Identità e democrazia, Conservatori e Fidesz (che ha lasciato il Ppe e fra parte dei non iscritti) hanno firmato la Carta dei Valori che fissa alcuni punti fermi del futuro che si vuole costruire come Unione Europea.

Quest’ultima “necessita di una profonda riforma perché oggi invece di proteggere l’ e il suo patrimonio, invece di permettere il libero sviluppo delle nazioni europee, sta diventando essa stessa una fonte di problemi, preoccupazioni e incertezze”. 

“L’UE – si legge nel documento – sta diventando sempre più uno strumento di forze radicali che vorrebbero realizzare una trasformazione culturale e religiosa per arrivare alla costruzione di un’Europa senza nazioni, puntando alla creazione di un Superstato europeo, alla distruzione o alla cancellazione della tradizione europea, alla trasformazione delle istituzioni sociali e dei principi morali fondamentali”. 

“La Lega – ha spiegato Salvini – ha firmato una Carta dei Valori per immaginare un futuro dell’Europa basato su libertà e identità anziché su burocrazia e omologazione.

Il documento, sottoscritto da partiti che fanno parte di tre gruppi politici diversi nel Parlamento Ue, è un altro passo per costruire un’alleanza solida, allargata e alternativa alla sinistra illiberale, delle tasse e dell’immigrazione selvaggia”.

“La firma dell’Appello per il futuro dell’Europa da parte di Giorgia Meloni e di altri leader – hanno dichiarato Raffaele Fitto e Carlo Fidanza – è un importante contributo ad un dibattito che deve prevedere una pluralità di voci e non un monologo delle forze federaliste che vogliono una sempre maggiore cessione di sovranità dagli Stati nazionali a Bruxelles.

Come da tempo va ripetendo la nostra leader, non esiste un solo modo di essere europeisti, perché l’idea di Europa confederale, di Europa delle Patrie, ha avuto, ha e dovrà avere piena cittadinanza nel dibattito sul futuro dell’Ue”.