Zanardi (Fd’I): «A Spazio 4.0 si confondono finalità educative e Drag Queen»

Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, , commenta il primo evento organizzato dal nuovo gestore di Spazio 4.0, un “Drag Queen Show”

Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, , commenta il primo evento organizzato dal nuovo gestore di Spazio 4.0, un “Drag Queen Show”: «Dire che questa iniziativa lascia perplessi è riduttivo, sia per la sostanza che per la forma» motivando il suo disappunto dicendo «Spazio 4.0 è un’area di proprietà comunale data in concessione per finalità educative e ricreative ben precise, orientate, in primis, all’accoglienza e all’accompagnamento di giovani adolescenti e preadolescenti nel loro percorso di sviluppo.

Il centro può organizzare anche attività di svago, informative e culturali, ma sempre finalizzate a favorire il processo di crescita e lo sviluppo di competenze personali nonchè a prevenire solitudine e isolamento. Non mi pare che questo evento possa ritenersi aderente a questi obiettivi».

L’esponente di Fratelli d’Italia continua: «Iniziative anche ludiche non possono certo concretizzarsi in una palese strumentalizzazione a fini propagandistici della visione di pochi celata da una parvenza di serata meramente goliardica ma che va ben oltre.

E non ne fa mistero lo slogan che accompagna l’evento “La prima volta fu rivolta”, volutamente impertinente e sfidante, che invita alla trasgressione.

Non è bigottismo. È rispetto delle finalità educative del centro, della sensibilità dei cittadini e soprattutto del percorso di crescita dei nostri ragazzi che devono formarsi con supporto e in autonomia senza forzature, soprattutto se queste avvengono attraverso l’uso in uno spazio pubblico, di regola garanzia di equilibrio».

Zanardi conclude: «Tra l’altro nessuno nega l’importanza di valorizzare le diversità di genere ma questa iniziativa, al contrario, le svilisce, trattando temi delicati con una leggerezza che non fa nemmeno onore a chi ne fa una propria bandiera.

Ed è anche per questo che occorre contrastare il ddl Zan, perché altrimenti eventi di questo genere sarebbero all’ordine del giorno, anche in spazi pubblici, senza la possibilità, tra l’altro, di dissentire, se non rischiando una sanzione».