Segretissimo – ‘Che uomo Tommaso Foti’

Si alza dal suo scranno ed è pronto a prendere la parola. L’aula tutta di Montecitorio. a quel punto, si alza in piedi e gli tributa un lungo applauso.

, classe 1960, è per quei pochi che non lo conoscessero un meloniano di ferro. L’applauso a lui rivolto, non è solo perché durante la sua arringa dirà a chiare lettere “Siamo contro ogni forma di totalitarismo. Che sia di destra o di sinistra.

Tutte le forme estreme vanno bandite”. Il piacentino è un veterano di lungo corso e che ha dimestichezza con i tecnicismi parlamentari, sa bene che lui, è uno dei migliori. Capace di inchiodare i lavori dell’aula con ostruzionismo imperituro fino a notte inoltrata.

Il capogruppo alla Camera, Francesco Lollobrigida, lo sa bene ad esempio, quanto gli sia mancato l’amico e collega negli ultimi tempi. Perché da qualche tempo Foti. è impegnato a combattere una battaglia personale ben più ostica rispetto al rifinanziamento del reddito di cittadinanza grillino.

E’ tornato in aula visibilmente dimagrito e fiaccato da quella brutta compagna d’avventura che non lo molla. Ma non ha voluto mostrarsi meno agguerrito rispetto ai suoi soliti canoni. Un intervento impeccabile certo ma è soprattutto quel sentimento così toccante a colpire. Quella forza di volontà ed il coraggio di non mollare.

Gli occhi lucidi dei suoi colleghi ed amici di ventura. I complimenti di Graziano Del Rio ad esempio. Perchè la politica può essere certamente, per dirla con Rino Formica “sangue e schifezza” ma sa restare umana davanti alle grandi partite della vita. Che si giochi a destra o a sinistra dello schieramento.