Ricolfi elogia la destra di Meloni: dopo l’esempio Ucraina nessuno può denigrare il patriottismo di FdI

di Adele Sirocchi

La guerra in sta modificando i parametri con i quali guardare alla politica italiana e in particolare alle tre destre esistenti nello scenario nazionale: quella di Salvini, quella di Meloni e quella di Berlusconi.

Ricolfi: gli effetti della guerra sulle destre

Lo sostiene il sociologo Luca Ricolfi in un’analisi su Repubblica di oggi. Tra gli effetti della guerra, sostiene ricolfi, vi è anche “la ristrutturazione dell’immagine della destra“. Fino a ieri infatti si riteneva “Berlusconi buono (perché moderato ed europeista), Salvini & Meloni cattivi (perché sovranisti e anti-immigrati)”.

Meloni pro-Ucraina, Salvini e Berlusconi in imbarazzo su Putin

“Nel breve volgere di pochi giorni – annota Ricolfi – tutto questo è saltato. ha preso risolutamente una posizione atlantista e pro-, Salvini e Berlusconi lo hanno fatto obtorto collo, con l’imbarazzo di chi in passato si è sbilanciato innumerevoli volte a favore di Putin”. Nel nuovo clima ostile alla Russia “suona strano pensare Berlusconi e Salvini, fino a ieri i migliori alleati di Putin, come moderati e ragionevoli”.

Ricolfi: se ammiriamo i patrioti ucraini non possiamo dileggiare il patriottismo di FdI

E se guardiamo con ammirazione alla resistenza del popolo ucraino non possiamo poi “dileggiare per il suo definirsi una “patriota”. Si potrebbe commentare tutto questo dicendo che la politica internazionale costringe a riconoscere che ci sono in Italia tre destre molto diverse fra loro, e che non è detto che la destra più accettabile sia quella che ci piace definire moderata, o di governo. Ma ci si potrebbe anche spingere più in là”. “Forse è venuto il tempo – conclude Ricolfi – di guardare in modo più concreto al mondo della destra, deponendo lo schema estremisti/moderati non solo quando si ragiona di politica internazionale, ma anche quando si ragiona di politica interna”.