«Sindaco, lei vuole metterci il bavaglio», consiglieri di minoranza abbandonano l’aula

La lettera letta dal gruppo di minoranza “Noi per Rivergaro” durante l’ultimo consiglio comunale in aperto contrasto con il primo cittadino, Andrea Albasi

«Dall’inizio del nostro mandato la nostra azione di controllo viene costantemente ostacolata dalla segretaria Comunale, che si potrebbe definire l’undicesimo componente della vostra maggioranza allargata, anziché essere organismo super partes a servizio di tutti i consiglieri», a scriverlo in una lettera al sindaco di Rivergaro, Andrea Albasi il gruppo di minoranza, “Noi per Rivergaro” che ha letto quanto segue nell’ultima seduta del consiglio prima di abbandondare l’aula.

Si tratta dei consiglieri Giampaolo Maloberti, , Ivano Zangrandi, Giorgi Antonella.

«Come se non bastasse  – prosegue – nel consiglio comunale di oggi assistiamo all’ennesimo esercizio arbitrario del suo ruolo di presidente del Consiglio, che non vuole rispondere alle domande che i cittadini pongono per mezzo di noi consiglieri di opposizione». 

«Sindaco, lei ha escluso dal dibattito di oggi l’interrogazione riguardo le dichiarazioni rilasciate dall’assessore Pietro Martini a proposito delle azioni legali che il Comune pare aver intrapreso per risolvere la questione del ritardo nella consegna della piscina e delle tribune dello stadio, domande mai affrontate prima di oggi.

Lei dice  – prosegue la nota – che della tribuna e della piscina non se ne può più parlare per 6 mesi, perché argomenti già trattati. Per noi è del tutto strumentale l’applicazione della norma che serve ad evitare che vengano riproposte domande identiche a quelle già discusse nel giro di poco tempo. Ma questo non è il caso».

«D’ora in avanti, quindi, non potremo più interrogare su nulla? Non possiamo farle più domande riguardo l’assunzione vigili, lavori pubblici, cassonetti, fognature e lottizzazioni.

Praticamente tutto ciò per cui i cittadini da tempo aspettano una soluzione è già stato trattato da noi in Consiglio Comunale. Lei vuole metterci il bavaglio, così da non affrontare le responsabilità sue e dei suoi assessori».

«Dove è finito il dialogo con il quale lei amava contraddistinguersi in campagna elettorale? Anche per quanto riguarda l’ultimo punto in discussione nell’lultimo consiglio, “interrogazione riguado post via social sulla casa del Popolo” che lei ha deciso di trattare a porte chiuse.

Rileviamo che dobbiamo essere sempre noi dell’opposizione a segnalare i comportamenti scorretti di un determinato funzionario. Perché lei non si accorge che da tempo costui deride l’intero Consiglio, in sfregio al codice etico del dipendente pubblico? Tutto questo è intollerabile».

«Il gruppo Noi per confida nell’intervento della Prefettura e della Procura della Repubblica, è solo questione di tempo.

Ma oggi, ben consci di cosa sia il rispetto per la cittadinanza rivergarese e delle istituzioni, in segno di disaccordo e protesta, nostro malgrado, abbandoniamo l’aula».