Foti apre la campagna elettorale. “Basta annunci, occorre lavorare sodo per Piacenza”

Avvio ufficiale della campagna elettorale per il candidato del centrodestra unito all’auditorium Sant’Ilario a Piacenza: tutto lo stato maggiore di Fratelli d’Italia a fianco del parlamentare che corre nel collegio uninominale di Piacenza ed è capolista del suo partito in due collegi plurinominali della Regione.

Tra il pubblico anche l’ex sindaco – e ora consigliere comunale di opposizione – , insieme a tanti esponenti del centrodestra piacentino.

Foti ha esordito parlando del suo lungo impegno in parlamento, senza rinunciare a qualche stoccata alla diretta competitor del Pd, Beatrice Ghetti, e all’ex ministro Paola De Micheli, pur senza nominarle direttamente.

“Sono stato definito un professionista della politica. ma c’è differenza tra il vivere di politica e vivere per la politica”. E citando Weber ha ricordato che per lui la passione è una caratteristica innata.

“Mi appassiono di ciò che credo, in questi mesi abbiamo esercitato tante volte il senso di responsabilità. In quante vicende politiche e personali ho contato fino a 10 e 12 e poi ho taciuto.

Fa parte del patrimonio politico di chi milita a destra, tante volte abbiamo avuto senso di responsabilità, avremmo potuto fare ostruzionismo su decreti, invece abbiamo trovato le ragioni per migliorare i provvedimenti.

La coerenza paga nel tempo, nel dicembre 2012 alcuni di noi fecero la scelta di FdI e di individuare come leader , e molti dissero avremmo fatto la fine del Piusp”.

“Pensavano saremmo stati di passaggio – ha evidenziato – ma si vince e si perde, invece di fare grandi analisi il nostro merito è stato quello di rimboccarci le maniche.

Queste elezioni politiche verranno celebrate ancora in estate, dopo le comunali. Si devono dire all’opinione pubblica cose concrete e non solo slogan. Sgombriamo il campo dall’aver già vinto.

C’è il 37% degli elettori che non si esprime, noi dobbiamo portare più gente a votare perché così c’è più legittimazione per chi vince. Il voto che ognuno deve esprimere è per le proprie convinzioni politiche.

In questa campagna elettorale la sinistra è molto nervosa e cerca di buttarla in rissa. Letta ha detto che la destra vincerà grazie a una legge elettorale infame.

Una legge che fu proposta da un deputato allora del Pd come Rosato, con i voti del Pd che chiese la fiducia. Allora perché in oltre 10 anni non l’ha cambiata? Andiamo fuori da questa polemica e andiamo ai fatti.

Ci attende un’a assunzione di responsabilità enorme, perché sarà un autunno caldo per l’opinione pubblica perché sarà molto freddo con i rincari dei gas. I prezzi attuali sono l’antipasto di quello che accadrà”.

E sempre sull’attualità ha aggiunto: “Dietro il problema del gas c’è la non politica energetica che è stata fatta in questi anni. Occorre addoppiare la Tap, i rigassificatori non sono soluzione se nessuno li vuole ospitare.

Sarà una partenza tutta in salita, non possiamo dimenticare gli impegni con gli elettori: minore tassazione, anche con il coraggio di togliere il reddito di cittadinanza. C’è una parte del mondo del lavoro che ha una retribuzione inferiore a quella accettabile, lo Stato deve integrare così come le pensioni minime sociali.

Il mercato del lavoro deve conoscere una svolta: nuove occupazioni, start up devono diventare un’opportunità di impresa per realizzare i loro sogni. Siamo per uno Stato che si fa carico dei problemi dei cittadini e non vessa i cittadini. È lo Stato di cui abbiamo bisogno”.

“L’immigrazione clandestina non è buona perchè danneggia lo Stato – ha affermato nel suo discorso – e chi è venuto qui regolarmente. Gli sbarchi di questa estate non aiutano l’integrazione, l’ordine pubblico.

Occorre aiutare queste persone nel paese con tecnologie e aiuti, ma non possiamo pensare che il nostro paese ospiti l’Africa. Proporre il blocco navale non vuol dire fare la guerra ma difendere le coste italiane”.

E poi ha toccato i temi piacentini con un elenco di problemi locali rimasti irrisolti. “Ci sono persone che hanno occupato ruoli importanti, anche di Governo, e che fanno l’elenco delle risorse portate sul territorio, senza però aver dato risposte.

Perché non ci sono cantieri sulla 45? Dove è il tracciato della tangenziale di Castelsangiovanni?

Perché la strada di Valnure e quella di Valtidone non hanno visto alcun intervento e sono come quelle di 25 anni fa? E sull’emergenza climatica, qualcuno si vuole impegnare perché Brugneto derivazione per il territorio piacentino, così agli agricoltori arriva acqua e non lacrime? Il terzo ponte tra Cremona e Castelvetro, che fine ha fatto?

Tra Piacenza e Parma su A1 c’è ormai un incidente al giorno, la quarta corsia è indispensabile”. Foti pone poi il problema dell’ex Pertite, area che non è ancora stata concessa al Comune di Piacenza nonostante le tante promesse e gli impegni assunti con l’ormai ex ministro Guerini.

Altri temi posti, due eccellenze del territorio che meriterebbero un’attenzione diversa: l’aeroporto di San Damiano, che attende ancora la riconversione, e l’ex centrale di Caorso, con un percorso di decommissioning ancora lontano dal dirsi concluso.

“Forse anziché fare tanti annunci, – ha proseguito Foti – occorre lavorare sodo. Noi ci siamo impegnati come centrodestra di cercare di cambiare questo Stato, anche dal punto di vista istituzionale, lo spettacolo fatto in occasione elezioni del presidente della Repubblica, andava evitato.

Se non c’è capacità politica all’interno del parlamento, il capo dello stato lo scelgano direttamente i cittadini”.

E infine una considerazione personale col riferimento alla malattia che lo ha colpito: “Ho molto riflettuto se accettare, non sapevo se garantire ancora questo impegno, per circa 5 mesi o sei non ho partecipato ai lavori della Camera.

Hanno insistito alcuni amici, in maniera particolare , mi auguro di poter festeggiare l’elezione in tre collegi, il mio impegno in parlamento ci sarà, non mi venga chiesto di più. Devo dosare le mie forze perché la mia presenza sia fruttuosa”.