“A Bologna slogan vergognosi contro la polizia: il sindaco Lepore prenda le distanze”

“Gli slogan ‘Polizia assassina’ e ‘Tutto il mondo vi odia’, scanditi durante una manifestazione organizzata a Bologna in memoria di Abderrahim Fakir, sono vergognosi, vanno condannati senza ambiguità e rispediti al mittente”. Lo dichiara il ministro al Pnrr Tommaso Foti, originario della città di Piacenza.

“Non si può invocare giustizia e, allo stesso tempo, pronunciare parole che colpiscono chi ogni giorno rappresenta lo Stato e rischia la propria vita per garantire la sicurezza di tutti i cittadini. Chi ricopre incarichi istituzionali ha il dovere di prendere le distanze con chiarezza da ogni messaggio di odio contro le Istituzioni.

Il silenzio, soprattutto quando si offre sostegno politico a una manifestazione, non può essere derubricato a neutralità – sottolinea Foti -.

Resta il fatto che quando si evoca la piazza, come ha fatto Lepore, non stupisce che vi sia chi, anziché scegliere il silenzio, preferisca urlare contro la Polizia, additata più volte come ‘assassina’. Il sindaco ora chiarisca se intende condannare o tollerare questi slogan”.

“La libertà di manifestare è un diritto costituzionale, ma non può diventare un lasciapassare per criminalizzare la Polizia e delegittimare lo Stato.

La difesa delle Forze dell’Ordine – sottolinea Foti – non è una questione di parte: è una scelta di civiltà e di difesa della legalità”.

“L’intervista del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, conferma che la pezza è peggio del buco. Dice di credere nello Stato di diritto, ma lo Stato di diritto non lo si difende osservando inermi chi mette a ferro e fuoco la città, aggredendo le forze dell’ordine, che contano oggi più di cinquanta feriti” continua il ministro emiliano-romagnolo di Fratelli d’Italia.

“Lepore – prosegue il ministro – deve assumersi di fronte ai cittadini le proprie responsabilità, dopo aver convocato una manifestazione di piazza che, come era prevedibile, è degenerata in molteplici violenze, secondo i tristi rituali della guerriglia urbana.

Non si può richiamare alla mobilitazione popolare, alimentare un clima di condanna preventiva nei confronti della polizia e poi, quando la situazione esplode, limitarsi a evocare lo Stato di diritto.

La Procura aveva già aperto un fascicolo e avviato le indagini: saranno gli inquirenti a ricostruire i fatti che hanno portato alla morte di Abderrahim Fakir, non le piazze, non i cortei e nemmeno i processi politici”.

“Il sindaco di una grande città dovrebbe contribuire a garantire serenità e coesione sociale, non alimentare tensioni.

Quello che è accaduto a Bologna è gravissimo: una città messa a ferro e fuoco fino a tarda notte, una violenta aggressione alle Forze dell’Ordine, bersaglio di corpi contundenti, bombe carta e indicibili insulti.

È la riprova del fatto che chi semina il vento dell’odio sulle forze dell’ordine provoca una tempesta di sanpietrini e bombe carta che le bersagliano. A Bologna, così come altrove.

Mentre assistiamo all’inaccettabile silenzio delle opposizioni su quanto accaduto ieri, Lepore condanni senza ambiguità le violenze e si assuma le responsabilità politiche dell’accaduto” conclude Foti.

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