Anche The Economist premia Giorgia Meloni: “Ha smentito gli scettici”

di Andrea Landretta

Giorgia Meloni ha smentito gli scettici: questo in Patria è risaputo. L’economia cresce, gli sbarchi iniziano a calare, l’Italia è forte in Europa, non è isolata internazionalmente e punta fermamente sull’atlantismo.

In più, non c’è stata nessuna deriva totalitaria, come paventato e sperato invece dalla sinistra. I principali risultati del governo Meloni si fanno sentire sulle fasce più deboli e si esplica nell’eliminazione di quel nubiloso scetticismo in Europa che circondava Fratelli d’Italia, provocato soprattutto dalle dicerie della sinistra ora smentite.

A decretare il buongoverno di Giorgia Meloni è The Economist. Il noto settimanale britannico ha titolato nel suo editoriale “Giorgia Meloni has proved the doubters wrong”: appunto, Giorgia Meloni ha smentito gli scettici.

Nell’articolo, il giornale ripercorre tutte le tappe dell’anno e mezzo di governo del primo premier donna nella storia italiana: “Meloni – spiega The Economist – ha assunto il suo mandato in una fase in cui la ripresa dell’economia, duramente colpita dalla pandemia di Covid-19, era destinata a esaurirsi e ha dovuto affrontare nuovi venti contrari. In particolare la crisi energetica causata dall’invasione russa dell’Ucraina”.

Una partenza dunque non semplice, ma Meloni ha saputo allearsi con una coalizione stabile che “ha un’ampia maggioranza e rimane unita”. Da qui i primi lavori: sul tema migratorio,

The Economist riconosce, al di là dei risultati – che si sono fatti attendere ma che stanno realmente arrivando – la positività dell’approccio con cui Giorgia Meloni ha spostato l’attenzione delle Istituzioni europee, passando da un mero smistamento dei migranti a una più seria difesa del diritto a non emigrare: “Il governo – si legge – ha deciso di affrontare di petto il dossier, riportando la questione anche al centro del dibattito europeo”.

Elogi sono arrivati anche riguardo alla gestione dell’inflazione, in riferimento ai provvedimenti contro gli extraprofitti delle banche e contro l’impennata dei prezzi di alcune rotte aeree.

Nessun tentennamento poi sull’atlantismo e sul sostegno all’Ucraina, tema sul quale in realtà pure qualche dubbio era stato levato: “L’Italia ha garantito un sostegno caloroso, e armi, all’Ucraina, e un appoggio piuttosto moderato a Israele”.

Ottimi poi i rapporti con Bruxelles, “abbastanza felice da consentire alla Commissione europea di continuare a erogare regolarmente le tranche dei 194 miliardi di euro assegnati all’Italia dai Fondi di ripresa post Covid-19 dell’UE”.

Anche sul PNRR, insomma, il governo è stato sul pezzo. Sono questi in definitiva i risultati che hanno portato il settimanale internazionale al positivo giudizio finale: “Fra tutti i Paesi europei, l’Italia è per una volta tra quelli che destano meno preoccupazione”.