“Colpaccio di Giorgia Meloni”: grande spazio sulla stampa per il Papa al G7. Tutti tranne i soliti…

di Federica Argento

Il “colpaccio” di Giorgia Meloni lo definisce Claudia Fusani su notizie.tiscali.it. La prima volta di un Papa al G7 è un precedente straordinario e tutti i giornali oggi in edicola dedicano spazio all’annuncio della premier. La conferenza programmatica di Fdi a Pescare per dare la volata alle Europee si è intersecata con l’annuncio della partecipazione in presenza di Papa Francesco al G7 in Puglia a parlare di intelligenza artificiale. Un annuncio piobanto nelle redazioni nel primo pomeriggio di venerdi. Una circostanza che è frutto di una sua grande intuizione della presidente del Consiglio. L’Intelligenza Artificiale, oltre ad essere un’opportunità presenta molti rischi sotto il profilo della sicurezza. Il Pontefice – che non è nuovo ad affrontare la problematica-  indicherà la via da perseguire per saper usare un mezzo così innovativo, senza abusarne.

Il Papa al G7, precedente straordinario

Il Corriere della Sera, il Messaggero, il Tempo, Avvenire dedicano ampi servizi alla prima volta di un Papa nel vertice dei Paesi più industrializzati del mondo occidentale.  Il Corriere dà conto in un retroscena di tutta una serie di contatti prima del sì alla “mission politica”. Papa Francesco vuole esortare la comunità internazionale ad «adottare un trattato internazionale vincolante, che regoli lo sviluppo e l’uso dell’intelligenza artificiale», si legge. Ne aveva già parlato ai suoi tre giorni fa, dopo aver ricevuto in udienza Chuck Robbins, ceo di Cisco System. Un altro colosso del settore aveva appena firmato il documento Rome call for AI ethics , nato su iniziativa della Santa Sede per promuovere un «approccio etico» all’intelligenza artificiale, la cosiddetta «algoretica». (La foto è tratta dall’archivio Ansa, relativa agli stati generali della natalità dove il papa intervenne).

Il Corriere ricostruisce la tela dei rapporti tra governo e Vaticano

Mancava solo un tassello: “Mancava un anello fondamentale della catena: la politica. Per questo Francesco ha deciso di andare di persona al G7, come ha confermato il Vaticano dopo l’annuncio di Giorgia Meloni. Il Papa ci pensava da tempo. La sua presenza «su invito dell’Italia» è stata preceduta da una serie di contatti”. “Del resto- proseguiamo nella lettura dell’ampia ricostruzione-  il francescano Paolo Benanti, docente alla Gregoriana, consigliere di papa Francesco sull’intelligenza artificiale ed esperto dell’Accademia per la Vita presieduta dall’arcivescovo Vincenzo Paglia, è stato scelto a gennaio dal governo come presidente della Commissione sull’Ai di Palazzo Chigi”. La questione di fondo, spiega padre Benanti, è semplice: «Si tratta di assicurare all’umanità un domani di pace e prosperità». Per Francesco ha a che fare con questioni fondanti del suo pontificato. Il Papa ne ha parlato anche nel messaggio per la pace di quest’anno. Il suo approccio è lontano da ogni luddismo e riconosce le «straordinarie conquiste della scienza e della tecnologia».

Repubblica preferisce “inventare” un fantomatico attacco di Meloni all’Europa

L’intuizione della premeir di dare profondità e sostanza al G7 prossimo è messa in sorsina solo dai “soliti” giornaloni. Repubblica apre con un titolo a tutta pagina “Europa, l’attacco di Meloni”, con i “correlati”, articoli di Giannini sulla “deriva ungherese” e un commento di Gustavo Zagrebelsky che ci spiega “Perché il fascismo non è d’altri tempi”. Bisogna andare a pagina 16 per scoprire la presenza straordinaria del Papa al G7. Così fa anche la Stampa: richiami no e poi i “particolari” di un evento di cui parla il mondo a pagina 19. “Il Fatto” non ne parla proprio.

Il Giornale” di Sallusti intervista  mons. Rino Fisichella, pro-prefetto al dicastero dell’Evangelizzazione. Il quale afferma:  “Certamente ci sono i progressi nella medicina, questo è indubbio ed è anche un bene. Il grande limite è l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per controllare ad esempio il lavoro delle persone. C’è il rischio che la macchina prenda il posto dell’uomo e l’uomo quello della macchina. Si sono invertite le posizioni, diamo più sicurezza alla macchina che non all’intelligenza dell’uomo. Questo è un pericolo”. Quindi, commenta: “Credo ci sia una duplice sfida. La prima è antropologica: quale libertà avrà l’uomo nell’epoca dell’intelligenza artificiale? Capire come l’intelligenza artificiale possa entrare nella determinazione del voto delle persone, della scelta negli acquisti, dei gusti. La seconda sfida – spiega – è la ricerca della verità. Se la macchina elabora tutto ciò che gli viene messo all’interno tramite una chat bot, dove è la libertà critica dell’essere umano nel produrre un pensiero? Non esiste più”.