Dossieraggio, “qual è il vero nodo”. Foti inchioda la sinistra

Centrodestra all’attacco sulla vicenda del dossieraggio. A dare la propria lettura dell’inchiesta della Procura di Perugia è Tommaso Foti, uno dei politici nel mirino del presunto spionaggio, nonché capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera: “La parte politicamente rilevante della vicenda degli accessi abusivi alla banca dati della Direzione nazionale antimafia è quella dei mandanti.

Gran parte delle persone scrutate appartengono al centrodestra e l’attività è stata serrata prima delle elezioni e prima della costituzione del governo”.

Il Movimento 5 Stelle ha fatto sapere che tra gli ‘scrutati’ c’era pure l’ex premier e loro leader, Giuseppe Conte. Cosa ne pensa Foti? Questa la risposta nell’intervista al Corriere della Sera: “Non lo so, devo dire che su questa vicenda assai preoccupante c’è stato un silenzio assordante da sinistra.

Mi chiedo, cosa avrebbero detto se queste attività avessero visto coinvolte persone appartenenti in prevalenza alla sinistra? Se il procuratore antimafia e quello di Perugia hanno chiesto di essere sentiti dal Copasir, dal Csm e dalla commissione Antimafia significa probabilmente che c’è più di quel che sappiamo”.

“Sono vicende – dice ancora il deputato – che non avrebbe mai dovuto verificarsi. Mi pare comunque chiaro che l’obiettivo fosse quello di spiare la vita di personalità del mondo politico, e non solo. L’intento evidente è quello di utilizzare tali informazioni in modo opaco”.

Da Foti una frecciata ai giornalisti coinvolti: sono tre giornalisti indagati, Giovanni Tizian, Stefano Vergine e Nello Trocchia del Domani. “In ogni attività, gli atti devono essere guidati dalla deontologia. Ma qui, i limiti della deontologia mi pare siano superati del tutto”, la stilettata di Foti.