«E anche oggi il crollo del centrodestra lo rimandiamo a domani»: Meloni smonta i gufi della sinistra
di Ulderico de Laurentiis
I gufi avevano già preparato i titoloni a nove colonne sul “cambio di vento”, i talk show erano pronti a celebrare il funerale politico della maggioranza e i soliti soloni della sinistra stavano già redigendo i necrologi della coalizione.
E invece, la realtà dei fatti ha bussato ancora una volta alla porta del Nazareno, lasciando l’opposizione fuori al freddo, a fare i conti con i propri fantasmi.
La tornata delle elezioni comunali si chiude e il verdetto delle urne è inequivocabile: il centrodestra tiene, convince e non arretra di un millimetro nella fiducia degli italiani.
A dare il colpo di grazia alle speranze (e alle illusioni) della sinistra ci ha pensato direttamente il premier Giorgia Meloni, con un post al vetriolo su X che è già manifesto politico e ironia pura:
“Rivolgo i miei auguri di buon lavoro ai sindaci eletti in questa tornata amministrativa… P.S. E anche oggi, il tanto annunciato crollo del centrodestra, lo rimandiamo a domani”.
Una battuta fulminea che fotografa perfettamente il cortocircuito di un’opposizione che non sa più a cosa aggrapparsi.
Da mesi i media d’area campano sul racconto tossico di una maggioranza divisa, di un elettorato stanco, di una “spallata” imminente che però, alla prova del voto, non arriva mai.
La verità è che il fantomatico “campo largo” si restringe ogni volta che si passa dalle parole ai fatti, dilaniato da veti incrociati e leadership deboli.
Mentre a sinistra si interrogano su formule matematiche e alleanze di cartapesta, il centrodestra risponde con la concretezza del buongoverno e la stabilità. I sindaci eletti si mettono da subito al lavoro per le loro comunità, con il mandato chiaro di accompagnarle verso sfide cruciali.
I profeti di sventura progressisti si mettano l’anima in pace: per l’ennesima volta, la gufata è fallita. Il crollo del centrodestra è rimandato a domani. O molto più probabilmente, a mai.
