Foti: «Chi prende un voto in più governa, Vannacci fa il gioco della sinistra»

Il ministro a SkyTg24: «Vannacci vota contro la fiducia all’unico governo di centrodestra possibile in Italia»

«Questa legge elettorale ha il pregio che chi prende un voto in più ha i numeri per poter governare. Quindi assicura, innanzitutto, la stabilità sotto il profilo politico.

In secondo luogo, consente per la prima volta dopo 35 anni agli elettori di poter esprimere la preferenza nei confronti dei candidati che intendono eleggere».

Lo dichiara il ministro piacentino Tommaso Foti, ospite di SkyTg24, che sulle alleanze aggiunge: «l’onorevole Vannacci, che è deputato europeo, è stato eletto nelle fila della Lega, di cui era vicesegretario nazionale. Dal momento in cui lui e i suoi parlamentari sono usciti dal centrodestra hanno iniziato a votare con le sinistre contro la fiducia al governo Meloni.

Non puoi dire che sei nel centrodestra e votare contro la fiducia all’unico governo di centrodestra possibile in Italia, che è stato eletto dagli elettori. Vannacci ha fatto una scelta che fa solo il gioco della sinistra. Io – conclude Foti – ho una storia di 40 anni sicuramente di destra e non mi ricordo di Vannacci».

«Clima, proposte di Schlein vengono da nostro programma»

«Le cinque proposte che Schlein ha fatto per quanto riguarda l’ambiente e la crisi climatica vengono dal nostro programma. È un artificio della politica.

Noi abbiamo già fatto alcune scelte fondamentali. Nel Piano Nazionale di Ripresa Resilienza, abbiamo messo 30 miliardi di risorse proprio per i temi ambientali, la crescita delle energie rinnovabili, la possibilità di edifici più resilienti che abbiano quindi un minore impatto anche di emissioni e, al tempo stesso, siano ambientalmente compatibili.

Quindi mi pare che un passo significativo l’abbiamo fatto». «Il testo unico sulle rinnovabili – ha tenuto a sottolineare Foti – l’ha fatto il Governo Meloni, non lo aveva fatto nessun altro governo.

Se si vogliono sviluppare le rinnovabili, bisogna disboscare le procedure amministrative e legislative, perché uno dei costi più significativi dell’Europa è proprio il laccio burocratico», ha concluso.

«Von der Leyen dà ragione a Meloni, avanti sul Piano Mattei»

«Von der Leyen – ha detto sempre Foti a Sky – dà ragione a Meloni, che per la prima volta ha inserito il tema dell’immigrazione nell’agenda del Consiglio europeo. In secondo luogo, se si legge tra le righe del discorso della presidente della Commissione europea, c’è una chiara indicazione ad andare verso quel Piano Mattei che soltanto Conte, Schlein, Bonelli e Fratoianni continuano a criticare, per il semplice motivo che, se viene meno l’immigrazione come bandiera per poter fare del populismo e della solidarietà caritatevole a basso costo, non hanno più nulla da dire».

Ceuta, «Dal ministro spagnolo una provocazione»

«Penso che il ministro spagnolo stia facendo un ragionamento che ha il sapore della provocazione. L’Italia ha sempre avuto con la Spagna ottimi rapporti, indipendentemente dalle diverse collocazioni politiche dei rispettivi governi.

Negare quanto è accaduto a Ceuta e sostenere che non ci sia un’emergenza mi pare contraddire esattamente ciò che, nella realtà, molti spagnoli stanno vivendo e percependo». «Più che preoccuparsi di attaccare Giorgia Meloni e Antonio Tajani, il ministro spagnolo dovrebbe forse spiegare ai suoi cittadini quelle che considero scelte quantomeno discutibili.

Quello che dobbiamo evitare – ha concluso Foti a SkyTg24 – è che le migrazioni diventino avere anche uno strumento ricattatorio, e questo è un termine che ritengo appropriato quando i flussi vengono utilizzati come strumento di pressione.

E lo dico anche ricordando un dato che forse non tutti conoscono: la misura adottata dal governo italiano è stata molto inferiore rispetto a quella adottata dal governo spagnolo. Comprendo che in Spagna, avvicinandosi elezioni politiche che si preannunciano complicate, possa esserci anche una componente di carattere propagandistico».

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