Il centrodestra schiera i ministri per la riforma: «Giustizia libera dalla politica, votate Sì al referendum»

Volata finale per la campagna referendaria sulla riforma della Giustizia a pochi giorni dalla chiamata alle urne degli italiani che, con un Si o un No, dovranno esprimersi nel referendum di domenica e lunedì prossimi.

La sera del 19 marzo il centrodestra in Sant’Ilario ha organizzato un incontro, e un appello al voto, che ha visto la partecipazione di ben tre ministri dell’attuale Governo Meloni: in prima linea ovviamente il piacentino Tommaso Foti accompagnato al tavolo dai colleghi Gilberto Pichetto Fratin e Roberto Calderoli rispettivamente ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e ministro per gli affari regionali e per le autonomie.

A stravolgere però il programma iniziale della serata è stata la triste notizia della morte di Umberto Bossi, per il quale il piacentino Matteo Rancan ha subito chiesto alla sala gremita di osservare un minuto di silenzio. «È un dovere ricordare Umberto Bossi, che ho avuto modo di conoscere sia sui banchi parlamentari sia come persona.

Conservo tanti momenti che non si possono dimenticare. Porgo ai suoi cari e alla famiglia della Lega le mie più sentite condoglianze» ha detto a tal proposito Foti.

Alla serata sono intervenuti anche la senatrice Elena Murelli (Lega), il vice presidente dell’Assemblea legislativa regionale, Giancarlo Tagliaferri (FdI), Paola Galvani (Forza Italia), sindaco di Rottofreno, Marcello Minari, coordinatore provinciale di Forza Italia.

La senatrice Murelli ha scandito che la riforma «non appartiene a un partito, ma al popolo italiano. E’ Una battaglia che riguarda la libertà, la dignità e i diritti fondamentali di ogni cittadino.

Oggi noi diciamo Sì a una riforma che vuole restituire equilibrio, trasparenza e responsabilità al sistema giudiziario». Per la senatrice «negli ultimi anni abbiamo visto emergere fatti che hanno scosso profondamente la fiducia dei cittadini.

Il caso di Luca Palamara, raccontato anche nel libro di Alessandro Sallusti, ha mostrato dinamiche opache, logiche correntizie, giochi di potere che nulla hanno a che vedere con la giustizia. Ma c’è un altro punto, troppo spesso taciuto.

Il lavoro straordinario delle nostre forze dell’ordine. Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza: uomini e donne che ogni giorno rischiano la vita per garantire sicurezza nelle nostre città».

E che spesso, ha continuato, vedono il loro lavoro vanificato perché «per cavilli procedurali, per interpretazioni giuridiche discutibili» i delinquenti arrestati anche per gravi reati vengono subito rimessi in libertà. Murelli ha concluso, ricordando i tanti errori giudiziari: «Persone arrestate, sbattute in prima pagina, private della libertà per mesi, per anni… e poi assolte.

Pensiamo a Enzo Tortora, simbolo di un errore giudiziario devastante. Pensiamo a tanti cittadini meno noti, che hanno perso tutto: lavoro, reputazione, famiglia. Questo referendum serve anche a questo. Serve a garantire processi giusti, ma anche efficaci. Serve a evitare che innocenti paghino e che i colpevoli la facciano franca.

E’ necessario riportare equilibrio tra accusa e difesa, a garantire che un giudice sia davvero terzo e che ad avere avanzamenti di carriera siano i magistrati bravi e non quelli sponsorizzati da correnti politicizzate all’interno del Csm». Successivamente si è entrati nel vivo del dibattito a favore del Si.

«Si deve esprimere un voto senza farsi influenzare dall’appartenenza politica, poiché prima viene l’interesse della Nazione e poi quello della fazione – ha detto il ministro Foti – Questa riforma costituzionale fa bene all’Italia e quindi agli italiani, che potranno avere finalmente una giustizia libera dalla politica.

Questa è una riforma trasversale sia sotto il profilo politico sia sotto quello tecnico: la volevano tanto la sinistra quanto il centro e la destra; la volevano gli avvocati come i giudici indipendenti.

Ma solo perché l’ha fatta il centrodestra bisogna dire che non va bene. E allora, amici della destra, del centro e della sinistra, votate in massa per il si, perché nel segreto dell’urna né la Schlein né Conte vi possono guardare»

Ha proseguito Foti: «A Schlein, che ogni giorno chiede a Meloni se sta con l’Europa o con Trump, rispondiamo con chiarezza: nell’Unione Europea 25 Stati hanno la separazione delle carriere e solo Italia e Grecia non l’hanno. E allora, cara Elly, vuoi spiegare tu agli italiani, a partire dai tuoi elettori, perché sulla giustizia l’Italia deve differenziarsi dall’Europa?».

«Come politico – ha sottolineato Calderoli – nelle aule di tribunale ho trascorso 35 anni della mia vita: come indagato o imputato, anche se poi ne sono uscito sempre indenne, è stato assolutamente insostenibile, con un costo in avvocati di circa 30mila euro ogni anno. Se lo è stato per me, immaginate per una persona qualunque. Quindi mai come in quest’occasione, dopo aver promosso nel 2022 i referendum abrogativi che avrebbero portato a questo risultato, sono ancora di più sostenitore convinto del Si».

«Le opposizioni e quelli che sostengono il No hanno voluto portare a uno scontro politico a favore o contro il governo Meloni. Qui non c’entra il governo che terrebbe sia che vinca il si o il no. Il problema, invece, è che questa è una cosa che può riguardare tutti, può riguardare il politico, ma qualunque persona normale può essere dall’oggi al domani coinvolta in queste vicende giudiziarie.

Ogni tanto vado a rileggermi questa riforma per vedere dov’è che qualcuno vede in discussione l’indipendenza della magistratura, perché francamente non l’ho trovato, ed evidentemente stiamo parlando di due cose diverse»

Il collega Pichetto Fratin ha aggiunto che «la campagna elettorale in certi momenti è stata anche difficile perché qualcuno l’ha messa sul senso di appartenenza, cambiando idea rispetto alla proposizione: questo è il caso di molti della sinistra. Peraltro bisogna anche ricordare che molti altri della sinistra hanno confermato, coerentemente col programma che aveva il partito democratico nel 2019, la loro posizione a favore.

Tra questi anche personaggi molto importanti. Quindi credo che a questi si deva dare atto della loro onestà intellettuale».

«Siamo convinti della necessità di cambiare questo sistema – ha concluso – quindi agli italiani chiediamo davvero di intervenire contro un sistema che è un “sistema di sindacato”: la nostra giustizia non può essere governata da un sindacato che di fatto non dà ai cittadini le garanzie che dovrebbero avere».

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