Il grido di Fabio Roscani a FENIX: «Oggi è il tempo del coraggio, e noi ne abbiamo da vendere»
Il Presidente di Gioventù Nazionale traccia la rotta per il futuro del movimento in un discorso appassionato che richiama ai “valori eterni” del patriottismo.
di Michele Intartaglia
Come da tradizione Fenixiana, l’intervento del Presidente di Gioventù Nazionale, Fabio Roscani, ha preceduto sul palco il discorso conclusivo di Giorgia Meloni.
Accolto dall’entusiasmo travolgente dei militanti che lo hanno festeggiato intonando il coro “C’è solo un presidente”, Roscani ha aperto il suo discorso rivolgendo un sentito ringraziamento agli amici e ai dirigenti che si spendono quotidianamente sul campo, citando i sempre presenti Caterina Funel, Andrea Piepoli e Ilaria Partipilo.
Il Presidente di GN ha rivendicato con orgoglio il valore di FENIX, una manifestazione capace di parlare del presente e di tracciare la rotta per il futuro. Roscani ha così rispedito al mittente la narrazione di chi per anni ha cercato di dipingere la destra come ancorata soltanto al passato, ricordando che le idee non invecchiano affatto solo perché un editoriale le dichiara fuori moda e che sono proprio le radici profonde a permetterci di rimanere in piedi.
L’insegnamento di San Francesco
Un passaggio centrale del discorso è stato dedicato alla figura di San Francesco, a 800 anni dalla sua morte. Roscani ha richiamato più volte l’esempio del Santo patrono d’Italia per sottolineare l’importanza di una concezione del mondo in cui l’uomo e la natura convivono in armonia, fondata sul senso autentico della ricchezza dello spirito. Un insegnamento di straordinaria attualità che si poggia su principi e valori eterni.
La replica ai Giovani Democratici: «Non saremo mai una generazione di disertori»
Roscani è stato fermo sul tema della ricerca della pace, precisando che non si tratta di pronunciare la parola “pace” stessa tre volte davanti a una telecamera o di voltarsi dall’altra parte per risolvere i conflitti nel mondo.
Roscani ha replicato direttamente alla segretaria dei Giovani Democratici, Virginia Libero, che nei giorni scorsi aveva prospettato l’organizzazione dei “disertori” in caso di un ipotetico conflitto generato dal Governo Meloni. Con parole nette, il Presidente di GN ha affermato che i giovani di destra non saranno mai una generazione di disertori. Richiamando l’etimologia latina del termine (deserere, ovvero sciogliere un legame, spezzare il filo che ci unisce agli altri), ha ribadito che la Patria è un bene sacro che si difende, e che la vera pace si costruisce attraverso la diplomazia, il rispetto reciproco e la deterrenza.
I risultati del Governo Meloni: lavoro, riforme e voto ai fuorisede
Entrando nel merito dell’azione politica, Roscani ha rivendicato con forza i traguardi raggiunti dall’esecutivo guidato da Meloni, il governo più longevo della storia repubblicana, che ha dimostrato nei fatti come l’Italia non fosse affatto condannata al declino, come tanti purtroppo predicavano. Grazie alla guida di Giorgia Meloni, l’Italia è oggi nuovamente rispettata nel mondo e la speranza è tornata a divampare.
Sul fronte dell’occupazione, Roscani ha sottolineato la costante diminuzione del precariato, attaccando la ricetta del passato “alla faccia del Reddito di Cittadinanza di contiana memoria”.
Ha poi ricordato la nuova legge elettorale che restituirà ai cittadini la possibilità di scegliere direttamente i propri parlamentari dopo 35 anni grazie al reinserimento delle preferenze, e l’approvazione della norma sul voto per i fuorisede, un impegno concreto reso realtà tra i tentativi dell’opposizione di intestarsene il merito, quando sono anni che Azione Universitaria e GN combattono per questo diritto.
Il modello del confronto: FENIX e ATREJU contro la chiusura della sinistra
Ribaltando le accuse della sinistra che definiva la destra “nemica della democrazia”, Roscani ha invitato gli avversari a prendere lezioni di democrazia e pluralsimo. Mettendo a confronto FENIX con la recente Festa Nazionale dell’Unità — che su 74 eventi e 255 ospiti non ha invitato un solo esponente di destra —, ha ironizzato definendo la kermesse del PD “praticamente una riunione di condominio in cui nemmeno Kim Jong-un sarebbe riuscito”.
E di fronte ad alcuni Giovani Democratici che hanno rivendicato di essere i “nipoti del comunismo”, Roscani ha riaffermato l’identità di Gioventù Nazionale: “Noi siamo i figli d’Italia”.
FENIX e ATREJU incarnano invece il modello autentico del confronto aperto al dialogo, riassunto da Roscani nella celebre citazione di Antoine de Saint-Exupéry: “Se tu differisci da me, fratello, lungi dall’offendermi, tu mi arricchisci”.
Il tempo del coraggio e l’amore per l’Italia
L’intervento si è concluso con la definizione stessa del coraggio, inteso come la capacità di “amare qualcosa più di quanto ami te stesso”. Tra gli applausi scroscianti e una prolungata standing ovation della platea, Roscani ha chiuso con un monito identitario: “Eravamo e siamo il peggior incubo dei mediocri, siamo coloro che amano l’Italia prima di ogni altra cosa. Oggi è il tempo del coraggio e noi ne abbiamo da vendere”.
