Iran, Meloni: «Impegnati a proteggere l’Italia e i suoi cittadini»
Coordinamento con Francia, Germania e Regno Unito per evitare escalation. Il governo valuta anche accise mobili sui carburanti se i prezzi dovessero salire
L’Italia non entrerà nel conflitto in Medio Oriente. Ma allo stesso tempo rafforza la sicurezza dei confini europei e lavora con i partner occidentali per evitare un’escalation militare.
È la linea tracciata dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un videomessaggio diffuso da Palazzo Chigi, nel quale la premier ha spiegato le mosse diplomatiche e operative del governo italiano davanti alla crisi internazionale che coinvolge l’Iran e l’intera regione.
«La nostra linea è molto chiara: l’Italia non è parte del conflitto e non intende diventarlo», ha affermato Meloni.
Fregata italiana a Cipro
Tra le decisioni operative annunciate dalla premier c’è il dispiegamento di una nave militare nel Mediterraneo orientale.
«Per garantire la sicurezza dei confini dell’Unione europea abbiamo disposto il dispiegamento di una fregata italiana a Cipro. È un atto di solidarietà europea ma soprattutto di prevenzione».
La scelta si inserisce nel rafforzamento delle misure di sicurezza nella regione, in una fase in cui il rischio di un allargamento del conflitto viene monitorato con attenzione da tutti i governi occidentali.
Coordinamento tra quattro grandi Stati europei
Sul piano diplomatico, l’Italia sta lavorando in stretto contatto con le principali potenze europee.
«Abbiamo promosso un confronto stretto tra Italia, Francia, Germania e Regno Unito, avviando un coordinamento tra quattro grandi Stati europei per affrontare insieme questa crisi e rafforzare l’azione diplomatica», ha spiegato la premier.
Il confronto coinvolge direttamente il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro britannico Keir Starmer.
L’obiettivo condiviso è chiaro: «lavorare insieme per evitare il più possibile un’ulteriore escalation e contribuire alla stabilità internazionale».
Tutela degli italiani nella regione
Palazzo Chigi sta seguendo costantemente l’evoluzione della situazione.
Il governo, ha spiegato Meloni, è in contatto con gli alleati e con i Paesi della regione anche per assistere i cittadini italiani presenti nell’area e monitorare gli sviluppi della crisi.
«Il governo è al lavoro senza sosta per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini e gli interessi dell’Italia».
Energia e carburanti: allo studio accise mobili
La crisi internazionale potrebbe avere conseguenze anche sul piano economico, in particolare sui prezzi dell’energia e dei carburanti.
Per questo il governo ha attivato una task force che monitora l’andamento dei prezzi di energia, benzina e generi alimentari.
«Sulla benzina stiamo valutando di attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili», ha spiegato Meloni.
Il sistema consente di utilizzare l’aumento del gettito Iva generato dal rialzo dei prezzi per ridurre temporaneamente le accise sui carburanti. Si tratta dello strumento di sterilizzazione previsto nel programma di governo e già allo studio del ministero dell’Economia.
«Una fase difficile»
La premier ha infine riconosciuto la delicatezza della fase internazionale.
«È certamente una fase difficile. Però il governo è impegnato a proteggere la sicurezza dell’Italia, la sicurezza dei suoi cittadini e a sostenere ogni iniziativa volta alla ricerca della pace».
