L’intervista a Foti (FdI): “Così usciremo dal caos dei bonus edilizi”

di Christian Campigli

Quindici mesi di risultati concreti, evidenti. Di un consenso che cresce costantemente. Nonostante due guerre, l’inflazione e un’opposizione capace solo di urlare al pericolo fascista. Tommaso Foti, capogruppo alla Camera di FdI, traccia un bilancio, tra ciò che è stato portato a termine e le importanti sfide dell’immediato futuro.



Si iniziano a vedere i primi risultati dell’azione di Governo sul contrasto all’immigrazione. È stata imboccata la strada giusta?
«Gli ultimi dati di Frontex da un lato smentiscono le previsioni dei tanti gufi, che pur di andare contro il governo Meloni sono arrivati a tifare contro l’Italia, dall’altro confermano che l’accordo con Tunisi sta funzionando.

Interloquire con rapporti paritetici con i Paesi dei transiti migratori si sta dimostrando efficace. È la stessa Frontex a rilevare che, da quando c’è stata una maggiore interlocuzione con la Tunisia, il numero di rilevamenti mensili è sceso del 24%».

È corretto affermare che il Mes verrà discusso nell’ambito di una revisione del Patto di Stabilità?
«La discussione sul Mes sta assumendo un aspetto prettamente ideologico ed evidenzia la strumentalità di certe posizioni. Prima fra tutte quella del segretario Schlein. Il Pd l’avrebbe potuto ratificare quando era al governo ma, proprio come sta succedendo con il salario minimo, non l’ha fatto.

La competenza della decisione finale spetta al Parlamento e, sebbene i partiti che compongono la maggioranza abbiano diverse sensibilità al riguardo, vi è coesione sul fatto che debba essere affrontata come una misura a pacchetto.

Il Meccanismo di salvaguardia non può essere considerato senza tener conto del Patto di Stabilità. Votare il Mes senza avere idea di come sarà il nuovo Patto di stabilità sarebbe una mossa improvvida».

Sicurezza, i cittadini chiedono maggiori controlli. Cosa fare per andare incontro a queste esigenze?
«Il governo Meloni ha stanziato un miliardo e mezzo di euro per i rinnovi contrattuali del personale in divisa. Il disegno di legge contiene anche un importante giro di vite- con relativo aumento di pene – per i reati che vedono truffare gli anziani, aggredire le forze dell’ordine e occupare abusivamente gli immobili altrui, e viene prevista una nuova fattispecie di reato per chi partecipa e organizza rivolte nelle carceri.

Di particolare importanza è il Decreto Legge Caivano per il contrasto della criminalità, delle devianze e dell’abbandono scolastico giovanile».

Come si può uscire dalla vicenda Superbonus, evitando di regalare altri soldi pubblici, ma tutelando al tempo stesso cittadini e imprese che hanno creduto alla buonafede dell’iniziativa grillina?
«I danni causati dal 110%, di cui è responsabile il Movimento 5 Stelle, impattano pesantemente sui conti pubblici, compromettendo i margini per attivare una politica espansiva.

Perché questo disastro non venga pagato dalle imprese o dai cittadini, sul Superbonus è allo studio una proposta di FdI di modifica in termini di stato di avanzamento lavori straordinaria, per coprire con il bonus tutte le lavorazioni effettuate nel 2023, comprese quelle degli ultimi due mesi dell’anno. Sgombriamo subito il campo dai dubbi: una proposta che non prevede alcuna proroga della misura e non è onerosa».

I dati dell’occupazione sono nettamente migliorati. Tutto merito dell’abolizione del reddito di cittadinanza?
«Il Governo sta lavorando senza sbagliare un colpo, abbiamo smesso di buttare i soldi dalla finestra con sussidi inutili, banchi a rotelle e reddito di cittadinanza.

Ci siamo messi al lavoro aiutando le famiglie, i lavoratori e le imprese, che sono i tre pilastri della nostra Nazione. Gli ultimi dati Istat confermano che l’occupazione in Italia ha raggiunto livelli record.

È conseguenza delle scelte di politica economica e industriale del Governo Meloni, ottenuto per di più in un momento di stagnazione dell’economia europea. Attendiamo con serena fiducia che le opposizioni, invece di continuare a tifare contro la Nazione, si uniscano a noi nel gioire per questi dati che segnano la ripartenza dell’Italia».