Meloni alla prova del 2026: “Non siamo burattini, l’Italia si muove solo per l’interesse nazionale”

Una Giorgia Meloni a tutto campo quella che si è presentata stamane nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera per la consueta conferenza stampa di inizio anno. Oltre tre ore di confronto, quaranta domande e un messaggio politico che risuona come un manifesto di sovranità e pragmatismo: “I fili li hanno i burattini, i politici seri no”.

È con questa metafora che la Premier ha voluto blindare la tenuta del governo, respingendo le accuse di una maggioranza ostaggio di presunte influenze esterne, a partire dal dossier ucraino.

Il nodo dei rapporti con la Russia e il presunto “veto” di Salvini sull’invio di truppe a Kiev hanno aperto la sessione. Meloni è stata netta: “Non condivido la lettura di un veto filo-putiniano. Il dibattito nella maggioranza è su come si difenda meglio l’interesse nazionale”. Se da un lato ha ribadito che la deterrenza resta l’unico strumento per la pace, dall’altro ha aperto uno spiraglio diplomatico: “È arrivato il momento che l’Europa parli con la Russia, ma deve farlo con una voce sola, magari con un inviato speciale, per evitare di fare favori a Putin andando in ordine sparso”.

Sullo scacchiere internazionale, lo sguardo è rivolto anche a Washington. Pur confermando la solidità dell’asse atlantico, la Premier non ha risparmiato distinguo su Donald Trump: “Non sono d’accordo su tutto. L’ipotesi di un’azione americana sulla Groenlandia? Non la condividerei, non converrebbe a nessuno”.

Sicurezza e Giustizia: “Nel 2026 cambiamo passo”

Il 2026 si annuncia come l’anno della “tolleranza zero” contro la microcriminalità. Meloni ha annunciato nuovi provvedimenti in arrivo per contrastare il fenomeno delle baby gang e dei cosiddetti “maranza”: in arrivo il divieto di vendita online di armi da taglio, aggravanti per i reati commessi in gruppo e sanzioni più severe per i genitori.

Dura la replica all’Associazione Nazionale Magistrati sul tema della riforma della giustizia e del referendum: “Mi fa rabbia la campagna dell’ANM nelle stazioni. Dire che vogliamo sottomettere i giudici alla politica è una menzogna. Noi stiamo togliendo al Parlamento il potere di eleggere parte del CSM: semmai stiamo allontanando la politica dalla magistratura”.

Economia e Sociale: tasse, pensioni e “casa nel bosco”

Sul fronte economico, la Premier ha rivendicato i risultati su occupazione e potere d’acquisto: “Le tasse non sono aumentate, anzi abbiamo destinato miliardi per ridurle. Abbiamo fatto il massimo con le risorse date”. Ha poi smentito categoricamente i tagli sulle pensioni: “Senza il nostro intervento, nel 2027 l’età pensionabile sarebbe aumentata di tre mesi per l’adeguamento all’aspettativa di vita. Noi abbiamo limitato questo aumento a un solo mese, e zero per i lavori usuranti”.

Uno dei momenti più sentiti della conferenza ha riguardato il sociale. Meloni ha espresso forti dubbi sulla gestione degli affidi dei minori, citando il caso della “famiglia nel bosco”: “Togliere i figli ai genitori deve essere l’extrema ratio. Qualcuno mi spieghi perché un bambino non può crescere in un bosco ma può farlo in un campo rom o in una baraccopoli?”.

I pilastri del 2026: i numeri della Premier

SettoreObiettivo / Risultato
Piano Casa100.000 nuovi appartamenti a prezzi calmierati in 10 anni.
Carceri11.000 nuovi posti entro la fine del 2027 per combattere il sovraffollamento.
Piano MatteiAllargamento da 9 a 14 Paesi coinvolti; prossimo summit in Etiopia.
MpsPartecipazione statale sotto il 5%; cessione possibile ma “senza fretta”.

Il futuro: legislatura e Quirinale

In chiusura, una battuta sul futuro personale e istituzionale. Meloni ha escluso qualsiasi aspirazione al Quirinale (“Mi appassiona quello che faccio, al massimo vorrei lavorare con Fiorello”), confermando l’ottimo rapporto con Sergio Mattarella: “Non siamo sempre d’accordo, ma quando c’è da difendere l’Italia, lui c’è sempre”. Infine, la blindatura sulla tenuta del governo: nessuna dimissione in caso di sconfitta al referendum sul premierato. L’obiettivo resta arrivare a fine legislatura.

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