Meloni più dura di Macron e Merz: la stampa tedesca certifica il cambio di passo italiano
di Leo Valerio Paggi
Non è un giornale italiano. Non è una lettura “di parte”. È la Frankfurter Allgemeine Zeitung, uno dei quotidiani più autorevoli della Germania. E il giudizio che arriva da Berlino è netto: Giorgia Meloni ha alzato il livello del confronto con Donald Trump più di quanto abbiano fatto gli altri leader europei.
Nel commento firmato da Thomas Jansen e pubblicato il 16 aprile 2026, il quotidiano tedesco sottolinea un passaggio preciso: la posizione del presidente del Consiglio italiano non è frutto di tattica, ma di una scelta politica consapevole.
La scelta di campo: Stato e Chiesa
Secondo la FAZ, Meloni non ha avuto dubbi nel momento della frattura: «non ha dovuto riflettere a lungo» su quale posizione assumere, scegliendo quella del Papa.
Una lettura che va oltre la cronaca e tocca un elemento strutturale: la ragion di Stato italiana. Il legame con il papato – evidenzia il giornale – resta un punto fermo della politica italiana, indipendentemente dalle dinamiche internazionali o dalla nazionalità del pontefice.
Più dura degli altri leader europei
Il dato centrale è uno: Meloni ha criticato Trump «più aspramente» rispetto a leader come Merz o Macron.
Non è un dettaglio. È il riconoscimento, da parte di una fonte esterna, che l’Italia non si è accodata alla prudenza diplomatica dominante in Europa.
Anzi, la FAZ evidenzia come proprio Meloni – considerata fino a poco tempo fa tra i leader europei con il miglior rapporto con Trump – abbia scelto di rompere uno schema consolidato.
Fine della narrazione “populista”
C’è un altro passaggio chiave nel commento tedesco: l’invito a superare l’etichetta semplicistica che accosta Meloni e Trump sotto la stessa categoria politica.
Chi continua a parlare di “populisti di destra” indistinti, scrive Jansen, dovrebbe ricredersi.
La motivazione è chiara: Meloni «sa quando vengono superati i limiti» e, soprattutto, non evita il confronto.
Analisi: un segnale politico preciso
Qui si entra nel piano interpretativo.
Il giudizio della FAZ fotografa un cambio di postura dell’Italia sulla scena internazionale:
non più interlocutore allineato;
non più semplice ponte tra Europa e Stati Uniti d’America;
ma attore che rivendica autonomia decisionale quando sono in gioco interessi strategici e identitari.
Il riferimento alla crescente opinione pubblica critica verso Trump in Italia, citato dal giornale tedesco, suggerisce anche un altro elemento: la leadership di Meloni non si limita alla politica estera, ma tiene conto del consenso interno.
“Mostrare chi comanda”
La conclusione del commento è forse la più significativa: è stato «un bene» che Meloni abbia mostrato a Trump «chi comanda».
Un’espressione forte, che inquadra la vicenda non come incidente diplomatico, ma come atto di leadership.
Il punto politico
Quando un quotidiano come la Frankfurter Allgemeine Zeitung riconosce all’Italia questa capacità di iniziativa, il messaggio è chiaro:
la linea del governo Meloni non è percepita come marginale o isolata, ma come una delle poche realmente autonome nello scenario occidentale.
E questo, al netto delle letture interne, è un dato che pesa.
