Mercosur, Tagliaferri e Maloberti (FdI) “Servono reciprocità, sicurezza e salvaguardia economica”

Mercosur, Tagliaferri e Maloberti (FdI): «La PAC non si baratta. Servono reciprocità, sicurezza alimentare e salvaguardia economica» – No a compromessi al ribasso: più risorse PAC non giustificano accordi che mettano a rischio redditi agricoli, occupazione e qualità delle produzioni. «Sul Mercosur serve chiarezza e responsabilità politica.

La nostra posizione è netta: la Politica Agricola Comune non è e non può diventare una moneta di scambio per l’approvazione di accordi commerciali che rischiano di danneggiare le imprese agricole europee e italiane». Lo dichiarano Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia eletto a Piacenza e provincia, e Giampaolo Maloberti, consigliere comunale di Rivergaro ed esponente di Fratelli d’Italia.

«Il rafforzamento delle risorse PAC ottenuto grazie all’azione del Governo nazionale – proseguono – è un risultato importante, costruito con serietà e determinazione, ma non può essere letto né utilizzato come compensazione politica per far accettare il Mercosur. Sarebbe un messaggio sbagliato e pericoloso per gli agricoltori».

«La risoluzione approvata in IX Commissione al Senato va nella direzione giusta: individua come pilastri irrinunciabili reciprocità delle condizioni produttive, sicurezza alimentare e salvaguardia economica. In particolare, è fondamentale prevedere clausole di salvaguardia automatiche che consentano di sospendere l’accordo qualora si registrino cali dei prezzi o aumenti anomali delle importazioni».

«Il Mercosur può essere valutato solo a condizioni molto chiare: stessi standard, stessi controlli, stesse regole. Senza criteri vincolanti di reciprocità produttiva e fitosanitaria, senza tutela delle indicazioni geografiche e senza strumenti di protezione del reddito agricolo, non esistono le condizioni per andare avanti».

«Difendere l’agricoltura – concludono Tagliaferri e Maloberti – significa difendere lavoro, occupazione, redditi e qualità delle produzioni. Non rincorriamo slogan né alleanze ideologiche: chiediamo dati certi, regole chiare e salvaguardie economiche reali. È questo il rispetto dovuto agli agricoltori piacentini, emiliano-romagnoli e italiani».

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