Tetto agli stranieri in classe, Meloni zittisce Schlein: “Puntiamo a una vera integrazione”
di Andrea Landretta
Il Consiglio dei Ministri ha approvato l’annunciato tetto agli studenti stranieri per classe.
E subito la sinistra, per bocca della segreteria del Pd, Elly Schlein, ha accusato l’esecutivo di voler “cacciare” gli studenti stranieri dalle classi. “Non è chiaro – ha risposto a tono la premier, Giorgia Meloni – quali siano le ragioni della sinistra, che ha iniziato in questi giorni a postare foto di classi multiculturali con bambini stranieri, come se noi avessimo qualcosa contro quei bambini, come se noi volessimo cacciare quei bambini dalle scuole.
Quando invece puntiamo a fare tutt’altro: consentire a quei bambini di avere una possibilità di integrarsi davvero”.
È una norma di buon senso, insomma. E basterebbe leggere quanto emanato dal Consiglio dei Ministri per comprendere fino in fondo cosa è effettivamente contenuto nelle nuove norme che puntano meramente a garantire una migliore redistribuzione degli stranieri per classi, in riferimento soprattutto al grado di apprendimento della lingua italiana, date le difficoltà che incontrano gli alunni e le stesse maestre nel portare avanti i programmi didattici con intere fette di classi che rischiano di restare indietro.
“Per promuovere l’integrazione degli studenti stranieri, a decorrere dall’anno scolastico 2027/2028 le classi prime sono formate in modo da assicurarne un’equilibrata composizione” si legge nel comunicato emanato dal Consiglio dei Ministri.
Quindi il tetto del 30%: “Nella scuola primaria, gli alunni con cittadinanza non italiana che non sono nati in Italia o non hanno frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia non possono superare il 30 per cento degli alunni di ciascuna classe prima. Nella scuola secondaria di primo e di secondo grado lo stesso limite vale per gli studenti con cittadinanza non italiana che non hanno frequentato con esito positivo il sistema scolastico nazionale per almeno tre anni”.
Misure anche per avvicinare le stesse famiglie alla lingua italiana: “Per rafforzare il coinvolgimento delle famiglie nel percorso educativo, le scuole segnalano ai servizi sociali i casi in cui le difficoltà linguistiche dei genitori stranieri impediscono un’efficace collaborazione tra scuola e famiglia”.
Sono quindi previsti corsi per gli adulti stranieri al fine di acquisire almeno un livello A2 della lingua italiana.
Norme, insomma, di buon senso. E che tanti governi di sinistra avevano già proposto, perché il problema dell’integrazione degli stranieri c’è ed è riconosciuto, specie da chi vive in prima persona certi disagi. Solo che, quando è poi la destra ad attuarle, entra in scena il solito doppiopesismo.
“La sinistra lo sa, direttore – ha detto Giorgia Meloni a Daniele Capezzone, durante la festa del Tempo – perché il tema del tetto alla presenza degli stranieri in classe è stato posto da governi di ogni colore, compreso il governo Letta e compreso l’ultimo governo giallorosso a guida Giuseppe Conte. Solo che, tanto per cambiare, loro le cose le hanno dette e noi le abbiamo fatte”.
