Tutta l’Italia

di Alessandro Nardone

C’è un’Italia che in questi tre anni ha smesso di chiedere permesso, ha rialzato la testa e ha ricominciato a camminare con passo sicuro. È l’Italia che oggi si guarda allo specchio e si riconosce.

È l’Italia di Giorgia Meloni. Un’Italia fiera, rispettata, protagonista. Un’Italia che finalmente lavora per l’interesse nazionale e non per accontentare apparati ostili o salotti autoreferenziali.

Giorgia Meloni è il riflesso di questa Nazione. Il primo presidente del Consiglio che ha governato pensando davvero a Tutta l’Italia, anche a quella parte che la insulta ogni giorno, che la ostacola per principio e che rifiuta di accettare l’esito delle urne. Minoritaria, sempre più irrilevante, ma ancora convinta di poter dettare l’agenda a chi ha il consenso del popolo.

Oggi l’Italia è tornata protagonista nel mondo. Non più comprimaria, non più spettatrice. In tre anni di governo, Meloni ha restituito credibilità internazionale alla Nazione: dal sostegno all’Ucraina senza ambiguità, alla capacità di dialogo nel Mediterraneo e in Medio Oriente, fino al Piano Mattei per l’Africa, che coinvolge quattordici Paesi, mobilita oltre un miliardo di euro e si integra con il Global Gateway europeo per ulteriori investimenti strategici.

L’Italia è tornata a essere un ponte tra Europa e Stati Uniti, non un vassallo. Non a caso Politico la indica come la leader più influente d’Europa e figure globali come Elon Musk e Donald Trump la considerano un interlocutore centrale. Oggi l’Italia è leader, non più follower.

Oggi Tutta l’Italia può contare su un governo che mantiene la parola data. Senza assistenzialismo, senza mance elettorali, senza bonus a pioggia. Il taglio del cuneo fiscale è diventato strutturale ed è stato esteso fino ai quarantamila euro di reddito.

Le aliquote Irpef sono state ridotte. Le super-deduzioni per le assunzioni hanno rafforzato il lavoro stabile. I conti pubblici sono stati messi in sicurezza, il deficit è in discesa verso il 3 per cento e Fitch ha migliorato il rating dell’Italia. Serietà fiscale, non propaganda. In un’Europa instabile, l’Italia è diventata un punto fermo.

Oggi Tutta l’Italia sa di avere un governo scelto dagli italiani, non nato da accordi di palazzo tra sconfitti seriali. Tre anni di stabilità politica, con un esecutivo che è già tra i più longevi della storia repubblicana. Nessun ribaltone, nessuna alleanza innaturale, nessun inciucio. Solo rispetto del voto popolare.

Oggi Tutta l’Italia sa che il presidente del Consiglio sta dalla parte delle Forze dell’Ordine e dei cittadini onesti, non da quella di chi delinque. Sicurezza, legalità, presenza dello Stato. Perché senza ordine non c’è libertà, e senza legalità non esiste giustizia sociale.

Oggi Tutta l’Italia sa che i confini non sono una parola vuota. Accordi internazionali, linea ferma contro i trafficanti di esseri umani, riduzione degli sbarchi irregolari, aumento dei rimpatri. Meno morti in mare, meno business criminale, più sicurezza. Senza ideologie, senza ipocrisie.

Oggi Tutta l’Italia sa che Giorgia Meloni sventola una sola bandiera: il Tricolore. Nessuna sudditanza culturale, nessun complesso di inferiorità. Difesa dell’identità nazionale, delle radici giudaico-cristiane, della storia e della sovranità italiana in un mondo che vorrebbe cancellarle.

Oggi Tutta l’Italia sa che questo governo difende le imprese italiane, il Made in Italy, le filiere strategiche. Non gli interessi delle multinazionali che producono altrove, ma di chi crea lavoro qui, investe qui e crede nell’Italia.

Oggi Tutta l’Italia sa che Meloni non governa per burocrati, tecnocrati, oligarchie finanziarie o potenze straniere. Governa per l’Italia e per gli italiani. In Europa con pragmatismo, senza subalternità. Rispettata, non più suddita.

Oggi Tutta l’Italia sa che le riforme non sono uno slogan. Giustizia, premierato, autonomia differenziata. Riforme attese da decenni che finalmente avanzano, nonostante resistenze e sabotaggi.

Oggi Tutta l’Italia sa che questo governo difende la famiglia naturale, la vita e i bambini. Stop all’utero in affitto, sostegno alla natalità, tutela dell’infanzia contro le criminali derive ideologiche gender.

Oggi Tutta l’Italia sa che la scuola sta tornando a essere un luogo di educazione e non di indottrinamento. Il rispetto delle famiglie non è censura: è civiltà.

Questa è l’Italia che oggi si riconosce in sé stessa. Non un’Italia divisa, frammentata, messa una parte contro l’altra, ma una Nazione che torna a tenersi insieme, pur nelle differenze. Un’Italia che non governa per fazioni, ma per l’interesse generale.

È questo il senso profondo di Tutta l’Italia: una Nazione che non esclude, ma chiede rispetto; che non si piega, ma dialoga da pari; che non rinnega ciò che è per piacere a qualcuno. Un’Italia che ha ritrovato una direzione, una voce, una dignità.

Oggi Tutta l’Italia sa di avere una guida. E finché quella guida continuerà a governare pensando all’Italia nella sua interezza, senza complessi e senza sudditanze, Tutta l’Italia potrà continuare a fare qualcosa che negli ultimi decenni le è stato negato: guardare al futuro con fiducia. 

Viva l’Italia. Tutta l’Italia.

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