Ue. Foti: oggi tre successi per l’Italia, via libera a 9 rata PNRR e chiuse due procedure di infrazione

Comunicato Stampa

“Tre grandi risultati segnano oggi il successo dell’Italia in Europa.

Il primo è il via libera della Commissione europea alla nona e penultima rata del PNRR, pari a 12,8 miliardi di euro. Con questo traguardo, le risorse complessivamente ottenute dall’Italia salgono a 166 miliardi, confermandoci al primo posto in Europa. Un risultato del Governo Meloni che dimostra la solidità del modello italiano, capace di trasformare il Piano in uno strumento concreto di riforme e investimenti strategici.

Il secondo è la storica chiusura della procedura di infrazione sui ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione, un problema che per anni ha penalizzato le imprese italiane. Se si pensa che i tempi medi di pagamento delle pubbliche amministrazioni arrivavano anche fino a 200 giorni, determinando la condanna da parte della Corte di giustizia dell’Unione europea e significative difficoltà per il sistema produttivo, oggi questi si sono significativamente ridotti, avvicinandosi agli standard previsti dalla normativa europea, che fissa in 30 giorni (60 per casi specifici) i termini ordinari.

Un cambiamento reso possibile grazie alle riforme del PNRR che ha individuato nella riduzione strutturale dei tempi di pagamento una priorità strategica. In particolare, con la Riforma 1.11 della Missione 1, Componente 1, e il conseguimento di obiettivi quantitativi progressivi, l’Italia ha migliorato in modo concreto le performance delle amministrazioni centrali e territoriali.

Nell’ambito del Piano sono state inoltre adottate misure strutturali decisive, tra cui task force di supporto, piani mirati per le amministrazioni in ritardo e un piano straordinario di audit.

Il terzo risultato è conseguenza della approvazione della Legge n. 50 del 20 aprile 2026, con cui l’Italia ha adeguato la disciplina dell’assegno unico universale ai principi dell’Unione europea, ampliando la platea dei beneficiari, eliminando il requisito della residenza e includendo anche i cittadini UE che lavorano in Italia, con figli residenti all’estero.

Una modifica normativa che ha portato alla chiusura di un’ulteriore procedura di infrazione apertasi in ragione della normativa approvata ai tempi del Governo Draghi.

Tre risultati concreti che certificano il ruolo dell’Italia come protagonista in Europa e la capacità del Governo Meloni di mantenere gli impegni, con serietà e visione”.

Così in una nota il ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e le politiche di Coesione, Tommaso Foti.

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